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Il circolo degli artisti - Teatriamo
Scritto da redazione5A Belli   

ALL'OSTERIA DEI GORDIANIalt

La fortuna è caduta su di noi e su un’altra classe della nostra scuola, dal momento che siamo stati scelti per un progetto teatrale.

L’esperienza teatrale che abbiamo vissuto, è stata veramente indimenticabile. Sono stati dodici incontri faticosi e impegnativi, ma soprattutto divertenti. In questo progetto ci siamo impegnati molto noi, le nostre maestre e anche Stefania e Marco, due professionisti teatrali: Stefania è un’attrice e cantante bravissima, mentre Marco è un musicista esperto che ha curato le basi musicali. Sono due persone carine e simpatiche, ma quando occorre sono altrettanto serie. Durante le prove hanno dimostrato di avere molta pazienza con noi. Grazie a loro abbiamo capito che il mondo dello spettacolo è bellissimo, ma richiede molto impegno; che tutti possono essere veri attori, anche quelli più timidi, e infine che si può presentare uno spettacolo anche con un solo spettatore.

Abbiamo imparato tante cose circa la tecnica da usare per cantare e recitare bene. Abbiamo capito come fare per far uscire bene il fiato quando cantiamo. Quando recitiamo, invece, dobbiamo alzare la voce; non dobbiamo mai dare le spalle al pubblico, neanche quando torniamo al nostro posto; quando saliamo sul palco dobbiamo entrare in scena con un bel sorriso; parlare e recitare con espressività; e infine dobbiamo sempre mantenere il silenzio e la posizione giusta. Questo richiedeva una continua concentrazione.

Questo spettacolo ci ha aiutato ad avere più autostima in noi stessi, a controllare le nostre emozioni, i più timidi hanno superato la paura di parlare ed esibirsi davanti ad un pubblico.

Questo progetto si è concluso con uno spettacolo teatrale durante il quale ci siamo esibiti alla presenza dei genitori. Il titolo dello spettacolo era “Come eravamo… Ricordi di una Roma sparita”. Lo scopo dello spettacolo era quello di ricordare e di riflettere sulla storia, la cultura, le abitudini e le tradizioni della nostra città, attraverso stornelli e poesie in romanesco. Abbiamo avuto modo di confrontare la vita di una volta, in cui i Romani mangiavano e bevevano in compagnia, con quella frenetica di oggi. Ma abbiamo notato che molte cose che succedevano nella Roma antica, sono ancora attuali.

Oltre alle maestre, agli insegnanti e a noi, anche i nostri genitori hanno partecipato perché si “son fatti in quattro” per trovare tutto l’occorrente per lo spettacolo. Infatti i maschi dovevano indossare pantaloni scuri, camicia bianca e gilet; le femmine, invece, erano vestite con una lunga gonna, camicia bianca, scialle e uno chignon in testa.

 La scenografia è stato il tocco finale che ha dato a quel palco la giusta atmosfera: era come stare in una vera osteria in cui c’era un camino, un angolo con delle botti sovrapposte e una treccia di aglio vero appesa alla parete.

Il giorno della recita eravamo tutti molto tesi ed emozionati, ma quando siamo saliti sul palco, la paura e l’agitazione ci erano passati, così ci siamo sciolti. E, anche se c’è stato qualche errore, nessuno se ne è accorto e lo spettacolo è riuscito molto bene ed è stato gradito dal pubblico.

Alla fine Marco e Stefania si sono commossi e si sono venuti a complimentare con noi.

Questa esperienza è stata interessante e grandiosa, e a noi tutti mancheranno gli incontri con gli esperti.