| Il giorno della memoria |
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| Bollettino di classe - Le nostre emozioni |
| Scritto da redazione4A Belli |
| Giovedì 18 Febbraio 2010 21:17 |
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Nel giorno della memoria, 27 gennaio 2010, abbiamo ricordato la shoah dei bambini leggendo alcune poesie trovate nel campo di concentramento di Terezin.Terezin fu un campo di concentramento nazista della Repubblica Ceca che prevedeva uno spazio per i bambini, perché di transito. Vi furono deportate complessivamente 150.000 persone, tra le quali 15.000 bambini.
Le poesie che abbiamo analizzato sono state ritrovate nel campo.
Vedrai che è bello vivere
Chi s’aggrappa al nido
non sa che cos’è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all’alba il raggio del sole
illumina la terra
e l’erba scintilla di perle dorate,
quando l’aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere. ( anonimo 1941)
Vorrei andare sola
Vorrei andare sola dove c’è un’altra gente migliore, in qualche posto sconosciuto dove nessuno più uccide. Ma forse ci andremo in tanti verso questo sogno, in mille forse … e perché non subito? Alena Synková (1926 sopravvissuta) Il giardino
E’ piccolo il giardino profumato di rose, è stretto il sentiero dove corre il bambino: un bambino grazioso come un bocciolo che si apre: quando il bocciolo si aprirà il bambino non ci sarà . Franta Bass (1930 – 1944) Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta dei bambini di Terezin.
Dopo una lettura collettiva in classe, ognuno di noi ha letto e riletto silenziosamente le poesie cercando di cogliere il pensiero e il dolore provato da quei bambini e abbiamo scritto le nostre riflessioni.
CHIARA : I poveri bambini che erano prigionieri nel campo di concentramento erano affamati e noi siamo fortunati perché non abbiamo sofferto come loro. La bambina che ha scritto la poesia vorrebbe fuggire perché circondata da gente cattiva. Il bambino della poesia “Il giardino” sogna di essere libero e correre felice. E’ un bambino che deve vivere la sua vita ma purtroppo non avrà neanche il tempo di crescere. Le persone che sono sopravvissute al campo di concentramento hanno dei ricordi molto tristi e brutti però sono contenti di essere vivi.
CLAUDIO C. : Io sono fortunato perché non ho vissuto la guerra come Alena Synkovà , Franta Bass e l’autore anonimo, ma sono un po’ disperato per i bambini morti. Però sono anche un po’ felice per la poesia “Vedrai che è bello vivere” perché mi fa sorridere e mi dà una sensazione di speranza.
GABRIELE : Per me le poesie sono molto belle perché i bambini, nonostante vivano una situazione di orrore, di crudeltà e di tristezza, pensano a vivere.
MANUEL : Se io fossi stato deportato in un campo di concentramento mi sarei messo a piangere perché mi avrebbero separato da mamma, da papà e da mia sorella.
EMANUELE : La prima poesia mi ha emozionato perché l’autore o l’autrice dice che quando l’aurora scompare e i merli fischiano tra le siepi capisce che è bello vivere. Anch’io so che è bello vivere.
ALESSANDRA : E’ bella ma molto triste la poesia in cui il bambino parla di un giardino immaginario dove ci sono boccioli di rose che , quando si apriranno, lui non potrà vedere perché sarà già morto.
Insieme abbiamo riflettuto e abbiamo concluso che tutti hanno diritto alla pace, che nessuno deve subire l’orrore della guerra e della persecuzione e che si deve sempre coltivare una speranza nel cuore anche se si vivono situazioni tristi, perché la forza della vita deve superare ogni ostacolo.
LA CLASSE III A ( Marco, Mattia, Michela P., Gisel, Davide, Michela M., Sara, Massimo, Serena, Flavio, Irene, Federica, Julio, Claudio B., Leonardo)
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